20 anni di Città dello Sport

L’idea della “Città dello Sport” nasceva da una felice intuizione dell’Assessore Giovanni Menegon, che nel 2006, sulla falsariga della tradizionale “Città dei Ragazzi”, iniziò a pensare ad una giornata dedicata esclusivamente allo sport, in centro storico, nel corso della quale le Società sportive potessero avere la possibilità di dare dimostrazione e fare praticare le diverse discipline ai bambini e ai ragazzi.
L’obiettivo, fin da subito, era quello di promuovere le singole discipline sportive e non le società sportive in quanto tali; queste ultime, infatti, in rappresentanza della loro disciplina, avrebbero avuto solamente il compito di organizzare i loro rispettivi campi da gioco nello spazio di propria competenza, mettendo a disposizione dei ragazzi i tecnici, gli allenatori e anche qualche giocatore della prima squadra.
La manifestazione avrebbe dovuto animare il centro storico con campi da gioco attrezzati di tutto punto, trasformandolo in un grande “palasport a cielo aperto”, dove i piccoli sportivi, per un giorno, sarebbero stati “padroni” del centro di Bassano.
L’Amministrazione comunale trovava subito appoggio e collaborazione nel Pool Sportivo Bassano, nato in città verso la fine del 2005, che raccoglieva attorno a sé sette tra le maggiori Società Sportive bassanesi: Basket Bassano, Bassano Virtus 55 Soccer Team, Bassano Hockey 54, Bassano Volley, Hockey Roller Bassano, Rugby Bassano e Società Tennis Bassano, con l’intento di incontrarsi e confrontarsi per trovare possibili soluzioni e sinergie a problematiche legate ad una più proficua sinergia nel territorio. Veniva dunque fissata la data della prima edizione della “Bassano, Città dello Sport”, che ebbe luogo il 7 maggio 2006, con il Pool Sportivo chiamato a tenere i contatti con le Società Sportive e l’Ufficio Sport del Comune impegnato a seguire la parte amministrativa e logistica della manifestazione. 
Il risultato fu eclatante: migliaia di bambini e ragazzi, piccoli atleti, affollavano le piazze e le vie del centro di Bassano con i loro amici accompagnati da allenatori e genitori in tutt’uno di sport e divertimento. Questo è stato poi anche in seguito il significato della manifestazione, ma senza dimenticare i coetanei più sfortunati: infatti, in occasione della prima edizione della Città dello Sport, veniva chiesta la collaborazione della Fondazione Città della Speranza, che aderì molto volentieri all’evento nelle sue fasi organizzative e raccoglie fondi destinati alla ricerca per la cura delle neoplasie che colpiscono i bambini. La stessa Città della Speranza avrebbe poi collaborato alla manifestazione in tutti gli anni successivi. I quotidiani e televisioni locali hanno sempre riservato ampio spazio all’iniziativa, per cui ogni anno la Città dello Sport è stata sempre più affollata di bambini e bambine provenienti anche dai comuni limitrofi e sempre più sono le attività sportive che sono proposte ai piccoli atleti. L’ultima edizione del 2016 ha ospitato ben 59 diverse proposte sportive adatte ai più piccoli. Nel 2016, per festeggiare i dieci anni dell’evento, è stata realizzata una pubblicazione con articoli e fotografie che hanno messo in evidenza come lo sport possa essere anche veicolo di sostegno sociale. L’Amministrazione comunale sostiene l’organizzazione e la promozione di ogni iniziativa che renda più accessibile a tutti l’attività sportiva, non solo come mezzo di educazione e formazione, ma anche come miglioramento della salute e di sano impegno del tempo libero. È possibile scaricare il numero speciale della rivista bassanese ESSE dedicata al decennale della Città dello Sport al seguente link https://issuu.com/editriceartistica/docs/esse2016set
Lo sport, evidenzia l’attuale Assessore, Oscar Mazzocchin, è una palestra di vita e dentro questa palestra tutti dobbiamo impegnarci per favorire, prima di tutto, le relazioni, le amicizie e le sfide sane. Un posto dove la crescita educativa non solo si acquisisce ma si vive fianco a fianco dei propri pari senza distinzioni di genere, classi sociali o provenienze: a Bassano abbiamo voluto far vivere questa emozione e questa magia. A noi adulti un compito importante: garantire loro questo diritto.