Testimonial

Tra i tanti, tantissimi sportivi bassanesi che hanno guadagnato risultati eccellenti ci siamo rivolti a cinque persone che nella loro storia sportiva hanno raggiunto grandi obiettivi lanciandosi nelle sfide che hanno tracciato la loro storia.
Li ringraziamo di aver accettato la richiesta di fare da testimoni per sorreggere la candidatura di “Bassano del Grappa Città Europea dello Sport 2018”. Abbiamo chiesto loro di raccontarci in breve una loro testimonianza sulle sfide che han dovuto lanciare per arrivare agli obiettivi che hanno raggiunto. Le loro storie ci incoraggiano a intraprendere questa sfida cittadina.


 

SAMMY BASSO

Non è facile per me parlare della mia sfida alla Venice Marathon…non avrei nemmeno pensato di poter fare una maratona. Sono Sammy, e sono affetto da progeria, una malattia che colpisce cuore, vasi sanguigni, ossa e articolazioni, e che rende dunque qualsiasi sport una sfida quasi impossibile. Così quando il gruppo che sarebbe diventato il “Sammy runs Venice” mi ha proposto di correre la Maratona di Venezia con la Joelette, una portantina a quattro ruote, ho accettato felicemente di fare questa nuova esperienza ma il pensiero di non potercela fare era presente. La preparazione è stata attenta: cuscini, giubbotti, berretti, cibo e bevande avrebbero risolto ogni problema tranne la minaccia sempre costante che per il mio fisico, nonostante fossi seduto, 42 km fossero troppi. Non è stato così e lo devo tutto ai miei compagni di corsa! Loro sono stati formidabili, correvano continuamente e si turnavano per portarmi, ridevano, scherzavano, si divertivano e nonostante la fatica avanzavano sempre un po’ di fiato per qualche battuta, qualche colpo di fischio, qualche pacca sulla spalla. Anche gli altri maratoneti si avvicinavano a noi per darci coraggio! Non nego che vedendoli correre mi sono sentito stanco per loro, vedevo la loro fatica e li ho ammirati profondamente per la loro tenacia. Molte volte, complici i miei compagni e la bellezza di Venezia, ho sentito l’impulso di scendere dalla Joelette per correre in prima persona: la consapevolezza che non avrei potuto farlo mi assaliva, ma era subito soppiantata dal fatto che io stavo realmente correndo, tramite le gambe dei miei amici, ma lo stavo facendo! Quel giorno ho provato quello che secondo me dovrebbe essere il vero scopo dello sport: vincere le sfide e vincerle insieme, mettersi alla prova con il solo scopo di arrivare al traguardo migliori di quanto si era alla partenza!


GABRIELLA DORIO
Bassano Città Europea Dello Sport 2018, una sfida che fa tremare le vene, impensabile, quasi impossibile.
Quasi. Ma le sfide impossibili sono le più belle, le più eccitanti, le più avvincenti. Richiedono coraggio, preparazione, impegno e anche un po’ di follia. Componenti che mi hanno accompagnata, giorno per giorno, nella mia sfida alla medaglia d’oro Olimpica. Bassano, con la sua grande storia di sport, con la sua tradizione, con la sua passione sia per lo sport di vertice che per lo sport di base e l’attenzione per i giovani può giocare questa partita con tutte le carte in regola. Io e tutti gli sportivi bassanesi siamo pronti. In bocca al lupo Bassano. Sogniamo in grande.


MAURIZIO VISCIDI
Per quelli come me, che non sono stati calciatori, entrare nel mondo del calcio professionistico è molto difficile. La frase più ricorrente nei nostri confronti è “chi non ha giocato a calcio non può capire queste cose”. Diffidenza, pregiudizi, gelosie sono all’ordine del giorno.
La sfida quotidiana è conquistare la fiducia di giocatori, allenatori, dirigenti, giornalisti, tifosi. Questa sfida si vince solamente portando nuovi concetti, studiando nuove metodologie, proponendo nuove tattiche e cercando di essere sempre “un giorno avanti” rispetto agli altri. Come dice il mio maestro Arrigo Sacchi “chi non ha un passato da raccontare deve necessariamente avere un futuro da immaginare”. La sfida è cambiare le abitudini e cercare di portare un po’ di cultura in un ambiente spesso chiuso. Una delle sfide che ho affrontato è quella di portare l’innovazione non solo calcistica ma anche tecnologica: le partite vengono analizzate al computer e i dati statistici raccolti per oggettivare le prestazioni, gli allenamenti sono condivisi in rete così come le valutazioni su tutti i giovani talenti italiani. Nel ruolo che ricopro attualmente di coordinatore tecnico delle nazionali giovanili di calcio la sfida quotidiana è quella di rilanciare il calcio giovanile italiano che, per troppi anni, è stato abbandonato a favore di giocatori stranieri non di primo livello. Questa sfida io penso sia stata vinta perché oggi ci sono ben 7 giocatori nella rosa della nazionale maggiore che sono partiti con me nella Under 15 facendo tutto il percorso di ben 7 anni, raccogliendo un bagaglio di esperienze internazionali attraverso una media di 50-60 partite internazionali. Inoltre a livello di under abbiamo raccolto il titolo di vice-campioni di Europa Under 21 , Under 19 e Under 17 negli ultimi quattro anni.


FRANCESCA ZARA
Credo che sfida nella vita di un atleta sia una parola chiave, non tanto perché si sfidano avversari o si inseguono record ma perché si è in continua gara con se stessi per migliorare, per non accontentarsi ma soprattutto per crescere come atleta e ancor più come persona. E quandp è che ci si forgia e si cresce in maniera esponenziale se non nelle difficoltà e nei momenti bui? A tal proposito non vorrei fare riferimento alla mia carriera ma piuttosto parlare di due meravigliose persone ed eccellenti paratlete che ho avuto la fortuna di incontrare e con le quali attualmente collaboro. Una di loro è paraplegica, campionessa europea di paratriathlon, e l’altra tetraplegica, campionessa italiana di handbike. Oltre a constatare la loro grande forza nel raggiungere questi traguardi, ho potuto appurare purtroppo che la loro sfida più grande consiste nell’affrontare la banale quotidianità. Questo incontro ha mosso in me la voglia di dare vita ad un nuovo progetto che offra loro la possibilità di praticare sport, dato che lo sport è terapia per la mente, per lo spirito e per il corpo, come ben rappresentavano fino al 2003 le tre gocce della bandiera paralimpica. La loro sfida è diventata quindi la mia sfida, che affronterò con la stessa determinazione che mi ha portata a raggiungere grandi traguardi nella mia carriera


SERGIO CAMPANA
Sportivi e non, siamo tutti impegnati a dare un convinto contributo alla scelta di Bassano come Città Europea dello Sport 2018. Sono onorato e orgoglioso di essere stato chiamato assieme a gente titolata e rappresentativa ad assumere la prestigiosa veste di ambasciatore dello sport a favore della mia città. Bassano ha sicuramente le carte in regola per aspirare ad essere inserita tra le città più meritevoli di un titolo che qualifichi la nobile attività dedicata allo sviluppo e alla affermazione dello sport. Basta ricordare alcuni tra i numerosi grandi atleti bassanesi per rendersi conto di quale importanza hanno avuto le loro prestazioni e il loro ruolo sul piano non solo sportivo, ma anche solidale. Il tempo non potrà né cancellare, né diminuire il ricordo di alcuni protagonisti che hanno onorato e portato in alto il nome di Bassano: Gabriella Dorio, campionessa olimpica, Miki Biasion, più volte campione mondiale nel rally, Gigi Agnolin, grande arbitro internazionale di calcio.